BERLUSCONATION

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giovedì 25 giugno 2009

SAREBBE UN'ALTRA ITALIA


Che strano, all'improvviso sembra che presto o tardi qualcosa succederà...
Persino parte della stampa italiana, ma soprattutto la stampa internazionale mette al centro Silvio Berlusconi.
Ne chiede la rimozione, sembra che le èlite ed i potentati comunitari ed atlantici (Washington ha notoriamente da tempo cambiato inquilino) si siano stufati di questa scandalosa anomalia nostrana. Non tanto perchè il capo di un governo occidentale (padrone di casa del prossimo G8) va a prostitute ed è potenzialmente ricattabile nell'esercizio delle sue funzioni, quanto perchè nella gravissima crisi globale in atto, rappresenta un ulteriore fattore di instabilità; risulta inadeguato a gestire un Paese, un Paese dell'area euro e fondatore della Ue, un Paese geopoliticamente ancora strategico.
Un Paese a rischio, con il 7° debito pubblico più alto del mondo. E' possibile che l'italia possa affogare alla prossima burasca, l'ondata inflazionistica che alla fine dell'estate investirà gli Stati sovrani.
L'Occidente, l'Europa può permettere che l'Italia coli a picco?
Berlusconi sta comunque portando a compimento un progetto bipartisan: alla fine della corsa durata quindici anni, è nei fatti la svolta autoritaria che le classi dirigenti chiedevano per il Paese.
Se ci sarà un' uscita di scena condizionerà anche gli sparring partner dell'opposizione.
Un nuovo sconquasso politico, anche se stavolta non proprio fisiologico, ma guidato.
Una personalità, un tecnico di spessore proverà a salvare il salvabile per poi consegnare le chiavi al prossimo Gattopardo.
Resta il rammarico e da qui si evince la miope strategia delle oligarchie nostrane ed internazionali perseguita in questi anni, di come tutto ciò potesse essere evitato sin dall'ormai lontano 1994;
non con leggi staliniste, ma attuando una legge dello Stato italiano datata 1957: non puo' essere eletto chi gode di concessioni statali. Applicando norme comuni a qualsiasi moderna democrazia liberale.
In questi giorni abbiamo ulteriore conferma di come fosse possibile prevenire questa deriva o smascherarne gli intenti: giorno per giorno.
Sarebbe un'altra Italia.

lunedì 15 giugno 2009

LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA


Il vento impetuoso che ha gelato l’Europa porta con se fantasmi antichi e mai svaniti.
Xenofobia, razzismo e neofascismo dilagano inarrestabili da nord a sud.
Il rimedio alla grande crisi è ancora una volta la gestione degli istinti più bassi, delle paure più remote.
La Sinistra Europea va a picco quasi ovunque scontando un decennio di inerzia e di mera gestione del potere secondo quella terza via di Blair, di Schroeder, di D’Alema che ha fallito di schianto.
Il capitalismo compassionevole di stampo statunitense e clintoniano ha aperto e foraggiato la globalizzazione senza regole, ampliato le disuguaglianze, posto le basi per il disastro globale, firmato Gorge W. Bush.
La Sinistra Europea, stordita e incapace di formulare idee e valori alternativi, una ricetta per governare la società contemporanea, si è adagiata a gestire l’esistente dedicandosi esclusivamente ad accreditarsi agli establishments, i nuovi padroni del globo: le Corporation.

La subalternità della Politica, la sottomissione agli interessi finanziari ed economici e dei potentati è la causa principale del crollo e delle enormi diparità sociali (vedi la direttiva Bolkestein).

Il compito della Sinistra Europea era di elaborare un modello di società alternativo, fornendo gli strumenti politici e culturali per prospettare al popolo un avvenire di benessere ed austerità.

Austerità come “occasione per uno sviluppo economico e solidale nuovo, per un rigoroso risanamento dello Stato, per una profonda trasformazione dell'assetto della società, per la difesa ed espansione della democrazia:
in una parola, come mezzo di giustizia e di liberazione dell'uomo e di tutte le sue energie oggi mortificate, disperse, sprecate”. Enrico Berlinguer, 1977

Si è scelta la strada opposta; la catastrofe ambientale, finanziaria ed economica arrivano all’improvviso. Una brutta sorpresa…

La Destra cavalca gli umori, sconfinando nella critica e alla rivalutazione del pensiero marxiano, fa leva sui timori e le insicurezze della società multirazziale. E’ la stessa Destra che ha garantito la deregulation e l’instabilità, i profitti alle oligarchie e alle multinazionali, ma vince dando l’impressione di governare la Paura.

La Germania governata dalla Grosse coalition, Destra e Sinistra assieme che garantiscono lobbies e grandi interessi, è questo il modello che ha governato l’Europa negli ultimi anni ed è lo stesso che ha contribuito in modo determinante all’attuale crisi.

L’Italia dal canto suo, è ancora una volta il caso più estremo. Studi recenti hanno dimostrato come il Paese dei mille gattopardi non si smentisce mai: avanza il tempo, cambia la società, ma il Paese conservatore del 1948 è lo stesso di oggi.
Anzi, i conservatori hanno sconfinato in regioni storicamente progressiste, divenendo addirittura maggioritari. Presto il vento arriverà, spazzando via ciò che resta.

La Sinistra dovrà essere in grado di rifondare se stessa, trasformando la Paura in Speranza e Cambiamento. Qualcuno al di là dell'Atlantico, ci sta provando.

Abbiamo visto dove ci hanno portato i grandi leader e dove poi siano finiti: i Clinton, i Blair, gli Schroeder, i D’Alema... hanno trovato la LORO terza via, vanno in giro a dar lezioni e conferenze superpagate da quelle stesse lobbies che li hanno a suo tempo sostenuti.

Il settanta per cento delle norme approvate in sede europea influisce pesantemente nella nostra vita quotidiana, l’Europa è il Presente e il Futuro; il massiccio astensionismo non è altro che un gigantesco regalo a chi vuole una società piramidale ed immobile.

Ripartiamo da qui, cercando di ricreare una coscienza comune, costruendo una consapevolezza collettiva, solide fondamenta per fronteggiare le tempeste future.

martedì 19 maggio 2009

LA POLITICA E LA SINISTRA, LE RAGIONI DI UN NO


Pubblico una lettera aperta ai Compagni di Sinistra Democratica


Care Compagne, Cari Compagni,

da circa quindici anni siamo immersi in una campagna elettorale permanente; Politiche, Amministrative, Regionali, Europee, Referendum…. . Ma anche Primarie, Congressi, Rese dei conti… formazioni politiche che nascono e muoiono, aggregazioni, movimenti, gruppi di pressione che spuntano come funghi, pronti a mutare nell’arco di una notte lo scenario dopo una cena fra le persone giuste, riunioni di famiglia, raduni di notabili in doppiopetto.
Un clima di emergenza perenne non ha permesso e non permette una riflessione approfondita, su ciò che siamo, ciò che vogliamo, su dove andiamo. Su cosa facciamo.
Analisi e controanalisi ripetute, cicliche litanie si susseguono spesso in incontri fiume, ma sono riflessioni superficiali e transitorie che evaporano nello spazio di una breve premessa, lasciando subito il campo alle operazioni per l’imminente allarme quotidiano, l’appuntamento elettorale di turno.
La partecipazione è stata incentivata a parole, ma scoraggiata con ogni mezzo, ad ogni livello; da tempo risulta minata alla base, dalla mancanza di credibilità di un’intera classe dirigente.
Il giocattolo, ossia la mera gestione del Potere in ogni ambito, funziona solo se condotto dagli stessi che lo hanno congegnato, svuotando la Democrazia dall’interno, a scapito della tutela delle classi più deboli, del progresso dell’intera collettività.
E’ nata una nuova aristocrazia, una nobiltà repubblicana che spazia da destra a sinistra, con l’esclusivo obiettivo di mantenere i propri privilegi e garantire lobbies, corporazioni, poteri interni ed esteri, organizzazioni criminali, influenze occulte.
L’attuale Primo Ministro è il garante bipartisan del Sistema, contrastato a parole, ma sostenuto nei fatti dagli storici oppositori.

Cos’è oggi la Sinistra? Occorre ridefinire cosa sia la Sinistra, questo termine glorioso ma ormai astratto, screditato da chi avrebbe dovuto tradurlo e attualizzare la Libertà, la Solidarietà, l’Uguaglianza, la Giustizia, la Pace ai nostri tempi, sprofondati nella gravissima crisi in atto che mette in discussione l’intero modello capitalistico e la sua globalizzazione fin qui conosciuta.
La Destra mutante dai mille volti, ha lasciato il Mercato alle sue selvagge scorribande ed ora si propone di riformarlo, sconfinando nella critica al capitalismo, perfino alla rivalutazione del pensiero marxiano. Fa propria la tutela dei diritti civili, propone una sua visione della laicità dello Stato.

Il Pensiero unico veicolato dai media, dalle tv ed una sorta di revisionismo storico totalizzante ed indiscriminato, hanno spazzato via valori ed identità collettive, sbriciolato un’egemonia culturale che era stata per decenni l’asse portante della Sinistra italiana e del suo popolo.

Cinque persone rinchiuse in una stanza nominano il Parlamento nazionale, poi posto a ratifica agli elettori.
Da decine di anni, i Partiti di massa del tempo che fu hanno lasciato spazio a giganteschi comitati elettorali, anticamera di comitati d’affari e coacervo dei più svariati interessi.
A livello locale grandi e piccoli clan si scannano quotidianamente, poche centinaia di voti valgono un posto più o meno allettante alla tavola degli incarichi e delle nomine.
E’ ormai palese come la Politica ad ogni livello sia una struttura blindata ed inaccessibile, se non per selezione darwiniana: fedeltà, conformismo, correntismo.
Mestiere per soddisfare ambizioni personali o di gruppi ristretti e non servizio alla collettività.

Bastano due, tre persone per creare e gestire un Comitato Elettorale: nanetti spietati e famelici emergono dalla melma, pronti a dar battaglia.
Associazioni private che decidono la vita pubblica del Paese, senza alcuna disciplina legale.
Se non va, si cambia: l’italico trasformismo è pronto quotidianamente ad ospitare sfrontati e cinici avventurieri.

Se si vuol provare a ricostruire una Sinistra credibile e popolare, che miri fattivamente al progresso della nostra Società e al rafforzamento di una Democrazia in stato comatoso non possiamo prescindere dai nefasti effetti che hanno portato alla scomparsa della Politica a vantaggio degli interessi personali, dei comitati d’affari, delle organizzazioni criminali ed occulte.

Ho rispetto e riconoscenza per quelle generazioni di italiani che hanno dedicato la loro vita all’amministrazione della nostra collettività, che hanno contribuito non solo allo sviluppo della Nazione, ma anche all’educazione politica e culturale delle masse popolari e di larga parte degli intellettuali.

Oggi la figura del funzionario di partito si è trasformata in professione, un mestiere alternativo a qualsiasi impiego pubblico o privato.
Una gerontocrazia consunta gestisce i meccanismi del Potere, secondo regole non scritte di ordine dinastico, ereditario e castale, il cui ricambio appare guidato e selezionato dall’alto.

E’ urgente la piena attuazione dell'articolo 49 della Costituzione: il “riconoscimento giuridico dei partiti”. Vanno varate norme che individuino regole di Trasparenza e Democrazia interna, Effettivo rispetto degli Statuti, Provenienza dei finanziamenti, Tutela delle minoranze, Selezione delle candidature, Certificazione dei bilanci.
Va combattuto con ogni mezzo politico l’arrivismo, il carrierismo a vantaggio di passione, attitudini e competenze. La Meritocrazia si promuove dalla base.
Se non lavoriamo da subito per raggiungere questi obiettivi, il nostro sforzo per il cambiamento risulterà inutile, la mutazione genetica della Politica, irreversibile.

Rispetto della legalità e questione morale, sono oggi più che mai cardini imprescindibili per portare avanti con credibilità e serietà qualsivoglia progetto.

Una lenta e costante operazione didattico culturale è necessaria per ricostruire le fondamenta collettive ideali della Sinistra, altrimenti concetto inutile ed obsoleto lasciato alla mercé dei detrattori e sfruttato da chi tenta con furbizia di cavalcare l’onda riempiendo il vuoto togliendoci ossigeno ed erodendo consensi. Pena la nostra definitiva scomparsa.

La svolta autoritaria in atto nel nostro Paese urge risposte immediate ed efficaci; purtroppo la Politica non c’è più, è stata neutralizzata dall’interno. Ripartire dai territori sembrerebbe la priorità.

Eppure anche nel nostro piccolo non facciamo eccezione: sia su grande che su piccola scala, troviamo una situazione speculare e desolante.
Fuori dubbio i meriti di Sinistra Democratica, perno fondamentale a livello provinciale per la costituzione di una prospettiva a Sinistra.

Ma inevitabilmente gli appetiti, le resistenze, l’autoreferenzialità, i ciechi opportunismi volti al tornaconto personale, intesi addirittura come unica via alternativa alla propria disoccupazione, sembrano dare un colpo durissimo alla credibilità del paziente lavoro fin qui portato avanti con estrema fatica e sacrificio da tanti Compagni.

E’ una battaglia etica e morale quella che va combattuta con ogni mezzo politico lecito possibile: ricondurre la Politica ad un servizio per il Popolo e non, come ad un servirsi del Popolo.
Dobbiamo iniziare da qui, proprio dalla nostra nuova e recente alleanza, per Siena, per l’Europa.

Guardando ad alcuni nuovi virgulti della Politica, non so se rimpiangere i vecchi arnesi ancora in sella, o temere semplicemente per il Futuro. Magari il terremoto, per quanto dannoso, potrebbe rivelarsi salutare.

Personalmente non me la sono sentita di accettare la candidatura a consigliere provinciale, di cui ringrazio i Compagni della Segreteria di Sinistra Democratica, per motivi personali ma come ho cercato di spiegare, anche politici.
Sono molto deluso ed amareggiato da questa situazione; è giusto che partecipi alla contesa chi si sente pienamente coinvolto in questo progetto e pronto all’imminente sfida.

Naturalmente sono pronto a dare il mio modesto contributo di semplice militante, alla campagna in corso auspicandone una fondamentale riuscita: ma sopravvivere, non è vivere.
Scamparla alla meglio, vivacchiando e mantenendo i vizi endemici e le degenerazioni del Presente, rischia di arrecare danni ancor più gravi all’intera comunità in prospettiva futura.

Per quanto riguarda il mio attuale incarico di “Responsabile giovani” di SD Siena, preferisco defilarmi a vantaggio di compagni/e motivati e desiderosi di intraprendere nuove esperienze.

Buon lavoro a tutti, fraterni saluti,

Jacopo Brogi
LINK:
DIETRO IL PALCO A SINISTRA - cronache dal congresso nazionale SD, luglio 2008
CALA IL SIPARIO - Lettera di dimissioni dai DS, Ottobre 2007

giovedì 7 maggio 2009

GENTE DI CUBA


Forse non lo sa, ma i profondi occhi scuri hanno già svelato lo stupore: “Mi sembra di sognare” esclama Susana stringendo fra le mani sconosciuti lugares, oltre La Habana, oltre la giungla dei mogotes. Ancor più ad ovest.
Si sopravvive ridotti in una gabbia sospesa nel tempo, obbligati ad inventarsi il Domani.
Lucas avanza lentamente seguendo la fila, libreta alla mano per gli alimenti che lo Stato dispensa mensilmente: “Questa dose mi basterà appena un paio di giorni, come potremmo andare avanti per un mese intero? Ho moglie e due bambini”, sospira sconsolato addentando il panino concesso quotidianamente ad ogni cubano, che diligentemente si incolonna, cosciente di doversi gettare nella faticosa ricerca sotterranea non appena si sia esaurita la coda allo spaccio.
Meravigliosi bruciatori old style, Buick, Pontiac, Chevrolet, Cadillac scorrazzano borbottanti per le vie del centro, fra biciclette, risciò e traballanti Lada sotto lo sguardo rugoso e decadente dei palazzi coloniali; barocco e neoclassico si intrecciano sui colonnati che portano al Capitolio.
Leandro ci accoglie festosamente al primo piano di una fatiscente catapecchia dell’Habana Vieja, un tempo facoltosa residenza dello Spagnolo colonizzatore, oggi modesta dimora di famiglie numerose.
Una sorta di apartheid monetario ha plasmato l’ultimo baluardo del “socialismo reale” tramutandolo in una collettività profondamente diseguale.
I salari sono elargiti in Peso Cubano, ma il costo della vita è in Peso Convertible, che vale 24 volte tanto ed è ancorato al dollaro nordamericano.
“Andiamo avanti grazie ai nostri parenti che vivono en el Norte, a Miami” – dice rassegnata, Emma. Sono le rimesse dall’estero che sostengono l’economia dell’isola, più dei 2,3 milioni di turisti annui.
Turisti che spendono moneta pesante; il cubano che entra a contatto con lo straniero dispone di più risorse e possibilità rispetto agli altri, tagliati fuori dal business.
L’economia reale è quella illegale: baratto, ma soprattutto furti e furtarelli allo Stato, sul posto di lavoro e smercio cladentino. Matías lavora in una fabbrica di sigari qui accanto, apre una scatola di Cohiba, vuole 30 Cuc per 25 Robustos. Il suo salario mensile equivale a circa 12 Pesos Convertible (ad oggi, circa 10 Euro).
Il Regime, l' élite tollera consapevole che l’intero sistema e la sua tenuta sociale, si regge su questa economia arrangiata ed abusiva.
Cuba risulta essere il Paese più alfabetizzato dei Carabi e dell’America Latina per il 96.9% della popolazione.
Lucas è un giovane ingegnere informatico che lavora in una struttura ministeriale dalle parti di Plaza de La Revolución e vede il futuro come un indecifrabile enigma: “Ho raggiunto delle competenze elevate, ma non posso lavorare. Lo Stato è saturo, non c’è lavoro; puoi permetterti di non far nulla, in ogni caso devi comunque trovare altri impieghi paralleli. Il salario statale è fittizio. Conviene rimanere disoccupati ed arrangiarsi alla giornata con qualche trabajo particular. In tanti fanno così.”
Il suo sogno è poter fare ciò che la sua Patria gli proibisce: poter uscire, viaggiare per Todo el Mundo, realizzarsi come persona.
Splendide chicas munite di cellulare, ragazzetti vestiti all’ultima moda si aggirano per uno degli pseudo centri commerciali de La Habana: Adidas, Reebok, Benetton… il capitalismo sembra già sbarcato, ma non è per tutti.
“Il Sistema sanitario nazionale è completamente gratuito”– conferma la fidelista Carmen, come tutti gli anziani eternamente grati alla Revolución.
Difficoltoso è il reperimento dei medicinali, che vengono centellinati in modeste dosi causa embargo e gravi carenze del sistema.
Resta da capire come si tuteli la salute costringendo a vivere tantissima gente in abitazioni estremamente fatiscenti, oppure ristrutturando rivestendole di amianto, come si riscontra ovunque.
“Mi hanno sorpreso mentre tentavo la traversata verso la Florida” – racconta Felipe visibilmente emozionato – mi hanno prima richiuso in carcere per tre mesi, poi sono stato rilasciato con l’interdizione per un anno dagli studi universitari ed il divieto permanente di lavoro” .
Persone fatte sparire o incarcerate, Esteban ci racconta di come il regime non sia così sanguinario, ma altrettanto spietato nel reprimere ogni forma di dissenso.
Dalle sperdute campagne alle città, la dignità, le ansie, le privazioni di un popolo che va avanti con coraggio, con il sorriso di chi realisticamente non ha niente da perdere.

Sogna Susana, sogna la libertà, quelle foto sono una finestra su un Mondo sconosciuto, un Mondo che prima o poi accoglierà la gente di Cuba.
Jacopo Brogi
LINK:
CUBA E' CUBA - Diario di Viaggio post del 23 Febbraio 2009
CHE - post del 15 Aprile 2009

domenica 26 aprile 2009

Il 25 APRILE PEGGIORE

video


GIORGIO BOCCA: GIORNALISTA, SCRITTORE E EX PARTIGIANO

da Repubblica.it