
Pubblico una lettera aperta ai Compagni di Sinistra Democratica
Care Compagne, Cari Compagni,
da circa quindici anni siamo immersi in una campagna elettorale permanente; Politiche, Amministrative, Regionali, Europee, Referendum…. . Ma anche Primarie, Congressi, Rese dei conti… formazioni politiche che nascono e muoiono, aggregazioni, movimenti, gruppi di pressione che spuntano come funghi, pronti a mutare nell’arco di una notte lo scenario dopo una cena fra le persone giuste, riunioni di famiglia, raduni di notabili in doppiopetto.
Un clima di emergenza perenne non ha permesso e non permette una riflessione approfondita, su ciò che siamo, ciò che vogliamo, su dove andiamo. Su cosa facciamo.
Analisi e controanalisi ripetute, cicliche litanie si susseguono spesso in incontri fiume, ma sono riflessioni superficiali e transitorie che evaporano nello spazio di una breve premessa, lasciando subito il campo alle operazioni per l’imminente allarme quotidiano, l’appuntamento elettorale di turno.
La partecipazione è stata incentivata a parole, ma scoraggiata con ogni mezzo, ad ogni livello; da tempo risulta minata alla base, dalla
mancanza di credibilità di un’intera classe dirigente.
Il giocattolo, ossia la mera gestione del Potere in ogni ambito, funziona solo se condotto dagli stessi che lo hanno congegnato, svuotando la Democrazia dall’interno, a scapito della tutela delle classi più deboli, del progresso dell’intera collettività.
E’ nata una
nuova aristocrazia, una nobiltà repubblicana che spazia da destra a sinistra, con l’esclusivo obiettivo di mantenere i propri privilegi e garantire lobbies, corporazioni, poteri interni ed esteri, organizzazioni criminali, influenze occulte.
L’attuale Primo Ministro è il garante bipartisan del Sistema, contrastato a parole, ma sostenuto nei fatti dagli storici oppositori.
Cos’è oggi la Sinistra? Occorre ridefinire cosa sia la Sinistra, questo termine glorioso ma ormai astratto, screditato da chi avrebbe dovuto tradurlo e attualizzare la Libertà, la Solidarietà, l’Uguaglianza, la Giustizia, la Pace ai nostri tempi, sprofondati nella gravissima crisi in atto che mette in discussione l’intero modello capitalistico e la sua globalizzazione fin qui conosciuta.
La Destra mutante dai mille volti, ha lasciato il Mercato alle sue selvagge scorribande ed ora si propone di riformarlo, sconfinando nella critica al capitalismo, perfino alla rivalutazione del pensiero marxiano. Fa propria la tutela dei diritti civili, propone una sua visione della laicità dello Stato.
Il Pensiero unico veicolato dai media, dalle tv ed una sorta di revisionismo storico totalizzante ed indiscriminato, hanno spazzato via valori ed identità collettive, sbriciolato un’egemonia culturale che era stata per decenni l’asse portante della Sinistra italiana e del suo popolo.
Cinque persone rinchiuse in una stanza
nominano il Parlamento nazionale, poi posto a ratifica agli elettori.
Da decine di anni, i Partiti di massa del tempo che fu hanno lasciato spazio a giganteschi comitati elettorali, anticamera di comitati d’affari e coacervo dei più svariati interessi.
A livello locale grandi e piccoli clan si scannano quotidianamente, poche centinaia di voti valgono un posto più o meno allettante alla tavola degli incarichi e delle nomine.
E’ ormai palese come la Politica ad ogni livello sia una struttura blindata ed inaccessibile, se non per selezione darwiniana: fedeltà, conformismo, correntismo.
Mestiere per soddisfare ambizioni personali o di gruppi ristretti e non servizio alla collettività.
Bastano due, tre persone per creare e gestire un Comitato Elettorale: nanetti spietati e famelici emergono dalla melma, pronti a dar battaglia.
Associazioni private che decidono la vita pubblica del Paese, senza alcuna disciplina legale.
Se non va, si cambia: l’italico trasformismo è pronto quotidianamente ad ospitare sfrontati e cinici avventurieri.
Se si vuol provare a ricostruire una Sinistra credibile e popolare, che miri fattivamente al progresso della nostra Società e al rafforzamento di una Democrazia in stato comatoso non possiamo prescindere dai nefasti effetti che hanno portato alla scomparsa della Politica a vantaggio degli interessi personali, dei comitati d’affari, delle organizzazioni criminali ed occulte.
Ho rispetto e riconoscenza per quelle generazioni di italiani che hanno dedicato la loro vita all’amministrazione della nostra collettività, che hanno contribuito non solo allo sviluppo della Nazione, ma anche all’educazione politica e culturale delle masse popolari e di larga parte degli intellettuali.
Oggi la figura del funzionario di partito si è trasformata in professione, un mestiere alternativo a qualsiasi impiego pubblico o privato.
Una gerontocrazia consunta gestisce i meccanismi del Potere, secondo regole non scritte di ordine dinastico, ereditario e castale, il cui ricambio appare guidato e selezionato dall’alto.
E’ urgente la piena attuazione dell'articolo 49 della Costituzione: il “riconoscimento giuridico dei partiti”. Vanno varate norme che individuino regole di Trasparenza e Democrazia interna, Effettivo rispetto degli Statuti, Provenienza dei finanziamenti, Tutela delle minoranze, Selezione delle candidature, Certificazione dei bilanci.
Va combattuto con ogni mezzo politico l’arrivismo, il carrierismo a vantaggio di passione, attitudini e competenze. La Meritocrazia si promuove dalla base.
Se non lavoriamo da subito per raggiungere questi obiettivi, il nostro sforzo per il cambiamento risulterà inutile, la mutazione genetica della Politica,
irreversibile.
Rispetto della legalità e questione morale, sono oggi più che mai cardini imprescindibili per portare avanti con credibilità e serietà qualsivoglia progetto.
Una lenta e costante operazione didattico culturale è necessaria per ricostruire le fondamenta collettive ideali della Sinistra, altrimenti concetto inutile ed obsoleto lasciato alla mercé dei detrattori e sfruttato da chi tenta con furbizia di cavalcare l’onda riempiendo il vuoto togliendoci ossigeno ed erodendo consensi. Pena la nostra definitiva scomparsa.
La svolta autoritaria in atto nel nostro Paese urge risposte immediate ed efficaci; purtroppo la Politica non c’è più, è stata neutralizzata dall’interno. Ripartire dai territori sembrerebbe la priorità.
Eppure anche nel nostro piccolo non facciamo eccezione: sia su grande che su piccola scala, troviamo una situazione speculare e desolante.
Fuori dubbio i meriti di Sinistra Democratica, perno fondamentale a livello provinciale per la costituzione di una prospettiva a Sinistra.
Ma inevitabilmente gli appetiti, le resistenze, l’autoreferenzialità, i ciechi opportunismi volti al tornaconto personale, intesi addirittura come unica via alternativa alla propria disoccupazione, sembrano dare un colpo durissimo alla credibilità del paziente lavoro fin qui portato avanti con estrema fatica e sacrificio da tanti Compagni.
E’ una battaglia etica e morale quella che va combattuta con ogni mezzo politico lecito possibile: ricondurre la Politica ad un servizio per il Popolo e non, come ad un servirsi del Popolo.
Dobbiamo iniziare da qui, proprio dalla nostra nuova e recente alleanza, per Siena, per l’Europa.
Guardando ad alcuni nuovi virgulti della Politica, non so se rimpiangere i vecchi arnesi ancora in sella, o temere semplicemente per il Futuro. Magari il terremoto, per quanto dannoso, potrebbe rivelarsi salutare.
Personalmente non me la sono sentita di accettare la candidatura a consigliere provinciale, di cui ringrazio i Compagni della Segreteria di Sinistra Democratica, per motivi personali ma come ho cercato di spiegare, anche politici.
Sono molto deluso ed amareggiato da questa situazione; è giusto che partecipi alla contesa chi si sente pienamente coinvolto in questo progetto e pronto all’imminente sfida.
Naturalmente sono pronto a dare il mio modesto contributo di semplice militante, alla campagna in corso auspicandone una fondamentale riuscita: ma sopravvivere, non è vivere.
Scamparla alla meglio, vivacchiando e mantenendo i vizi endemici e le degenerazioni del Presente, rischia di arrecare danni ancor più gravi all’intera comunità in prospettiva futura.
Per quanto riguarda il mio attuale incarico di “Responsabile giovani” di SD Siena, preferisco defilarmi a vantaggio di compagni/e motivati e desiderosi di intraprendere nuove esperienze.
Buon lavoro a tutti, fraterni saluti,
Jacopo BrogiLINK: DIETRO IL PALCO A SINISTRA -
cronache dal congresso nazionale SD, luglio 2008CALA IL SIPARIO -
Lettera di dimissioni dai DS, Ottobre 2007